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  • Elis Carriero

Before becoming a bartender

Updated: Jun 11

I was an athlete of Artistic Roller Skating. I started when I was three years old only and this kind of sport has stood with me for several years until the world victory. After beeing a winner, I can claim that the passion for skating left inside me so many exciting and painful scars that I am able to remember almost every detail of that era. My heart is sporty and with the same approach I work, every day, behind a bar counter of Esotico Miami. As a result of my athletic background I love defy all the ingredients resting on the wall behind me. This happens every time a customer asks me for a delicious tropical cocktails.

To learn more about my athletic career and my life's changes that have followed that time, read below. The journalist Luigi Barozzi interviewed me.



(original version, part I')

"UN CAMPIONE DEL MONDO DI SPILAMBERTO

Elis Carriero rimaneva incantato a guardare i ragazzi più grandi che sfrecciavano sui pattini a rotelle, con un grande desiderio di imitarli. E’ difficile capire dove li vedesse perché non vi erano piste a Spilamberto. Probabilmente li vedeva nei parchetti o nelle piazzette dove i ragazzi potevano pattinare senza pericoli, ma tanta era la sua voglia di provarci che, all’età di tre anni, la mamma gli comprò i suoi primi pattini a rotelle. Dopo pochi mesi iniziò a frequentare il Centro di formazione della Polisportiva Olimpia di Vignola, sotto la guida degli istruttori Alessandro Diazzi e Alberto Annovi i quali, quando ebbe nove anni, lo avviarono all’attività agonistica. Per 2 anni partecipò, nella categoria “Giovanissimi”, a gare a livello provinciale, a Carpi, Modena, Mirandola, nelle quali, a volte, era l’unico concorrente, e questo rende l’idea della scarsa attrazione dei giovani verso il Pattinaggio Artistico a rotelle. Poi fece anche gare regionali a Bologna, Piacenza, Lugo, Rimini, vincendone alcune. Dopo 2 anni nei Giovanissimi passò al biennio della categoria “Allievi”, nella quale partecipò ai Campionati Italiani a Scanno, in Abruzzo, vincendo il titolo italiano negli esercizi “obbligatori”. Considerando che da noi vi sono poche strutture adeguate, deve essere stato molto difficile passare dalle gare locali a quelle internazionali. Sentiamo cosa ne pensava Elis Carriero, su questo aspetto, in un’intervista del novembre 2006 rilasciata dopo la sua prima affermazione di rilievo, ovvero la conquista del titolo di Campione Europeo nella categoria “Jeunesse” ottenuto a Copenhagen il 4 settembre 2006. “Certo non è stato facile. Si pensi al disagio arrecato a mia madre che per molti anni, tutti i giorni, ha dovuto portarmi a Vignola per gli allenamenti. Anche adesso continuo ad allenarmi a Vignola per tre ore al giorno, a volte anche la domenica. Effettivamente la carenza di strutture adeguate non mi ha aiutato: anche a Vignola la pista non è regolamentare. Credo tuttavia che la motivazione principale per avere ottenuto discreti risultati sia stata la mia grande passione per il Pattinaggio a rotelle e, conseguentemente, il grande lavoro svolto senza mai stancarmi. (…) Non mi sento affatto appagato. Ovviamente vincere l’Europeo è stata una grandissima gioia, ma per me ha rappresentato principalmente uno stimolo a continuare e a migliorare. Dal prossimo Gennaio inizierò il nuovo biennio nella categoria “Junior”, categoria che, a differenza delle precedenti, prevede la partecipazione ai Campionati Mondiali. Spero di essere chiamato a partecipavi e mi preparerò a dovere per raggiungere un grande risultato”. E, infatti, il bello doveva ancora venire, e lo scopriremo nella seconda parte."



(In the picture: Copenhagen, September 4th, 2006 - Europe Roller Skating League, “Jeunesse” - Elis Carriero on the highest step)

(original version, part II')

"Dopo due anni circa da quell’intervista, il 12 novembre 2008, Elis vinse il Campionato Mondiale Junior a Kaohsiung (Taiwan). Intervistato nel dicembre 2008 sui progetti che aveva, Elis dichiarava: “In questi giorni mi sembra di vivere in un sogno e, poiché negli ambienti sportivi si sente parlare dell’imminente inserimento del Pattinaggio a rotelle fra le discipline olimpiche, nulla mi vieta di pensare ad una partecipazione alle Olimpiadi, che per me vorrebbe dire l’avverarsi di un altro sogno. Se non sarà possibile, spero comunque di restare nell’ambiente come istruttore. Intanto, dal 1° Gennaio prossimo, entrerò nella categoria “Seniores”, che è quella definitiva …”. Poi, alla domanda se fosse un uomo di ghiaccio, di quelli cioè che nei momenti importanti non si emozionano, proseguiva: “Non so se sono un uomo di ghiaccio, ma la gara richiedeva effettivamente nervi saldi, (…) le condizioni della pista per la competizione mondiale erano molto difficili: si trattava di un parquet al quale era stato fatto un trattamento sbagliato che lo rendeva molto scivoloso. Nei giorni precedenti avevano cercato di rimediare ma con risultati deludenti, tanto che la prova definitiva veniva rinviata in extremis 5 minuti prima dell’inizio, dopo le prove pre-gara. A questo punto, per mantenere la concentrazione, occorreva davvero avere nervi saldi. Dopo circa 40 minuti la gara ha avuto inizio, (…) ovviamente al momento di scendere in pista c’era in me molta tensione, ma sono riuscito a dominarla”. Dal mondiale junior del 2008 passiamo al 2012, anno in cui Elis, dopo avere vinto i Campionati Italiani Seniores a Bologna, si preparava a partecipare, per la quarta volta, ai Campionati Mondiali Seniores che si sarebbero svolti ad Auckland, in Nuova Zelanda."



(In the picture: Kaohsiung, November 12th, 2008 - World Roller Skating League, cat. "Junior" - Elis Carriero on the highest step)

(original version, part III')

"Elis si impose una preparazione durissima in vista di quella competizione. “Gli allenamenti per la Nuova Zelanda avvenivano anche durante gli orari notturni, per cercare di abituare il fisico al futuro fuso orario. Capitava qualche volta che dopo il lavoro, verso le 2-3 del mattino, andassi ad allenarmi in palestra con i pattini da solo. Circa 2 settimane prima della partenza per la Nuova Zelanda il mio fisico stava entrando nella fase calante (è una fase normale degli allenamenti: si arriva al top della forma e, normalmente, quella forma non si mantiene per lunghi periodi, poi di conseguenza inizia pian piano la fase di calo della forma fisica e talvolta anche della concentrazione). Ero un po’ preoccupato, lo ammetto, ma non ero comunque abbattuto da questo, anzi non vedevo l’ora di affrontare la gara. La gara è stata combattuta fino in fondo e addirittura, all’ultimo esercizio, non credevo di avercela fatta. Solo il tabellone ha rivelato la vera classifica con il mio nome al primo posto, ( …) finalmente il tanto atteso risultato era arrivato! La felicità era tantissima, ma c’era anche una parte di tristezza in questa immensa vittoria. Sì, perché prima di partire dissi con i miei allenatori: «Se vinco smetto» ( …). Cercai di non pensarci troppo e di godermi il momento, soprattutto della premiazione, dove mi ero ripromesso anche un’altra cosa, quella di indossare la maglietta di teniamo botta. Proprio quell’anno ci fu infatti il terremoto in Emilia, nelle nostre basse. Io partecipai ad una esibizione come ospite d’onore e mi regalarono la maglietta che raffigurava l’Emilia-Romagna e un cuore spezzato con sotto la citata scritta”. Che dire? C’è poco da aggiungere. Sapere smettere mentre sei allo zenit della carriera è una decisione che pochi atleti riescono a prendere, ed Elis ha dimostrato di avere non solo grandi capacità sportive, ma anche carattere e determinazione. Poi ha dovuto pensare a cosa fare nella vita e, dal momento che aveva solo 22 anni, ha deciso di dedicarsi al bartending, attività che svolgeva già. Ha studiato, ha partecipato a gare di livello nazionale poi ha fondato, in società, un brand che produce liquori. Attualmente vive a Miami, dove svolge l’attività di Bar Manager al prestigioso bar “Esotico Miami “.



[In the picture: Auckland, October 10th, 2012 - Worl Roller Skating League, Cat.“Seniores” - Elis Carriero on the Highest step)



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